La durezza del legno: differenza tra duri e morbidi

Il legno massello viene ricavato dalla parte più interna dell’albero, il che lo rende molto pregiato e resistente. Al contempo, può appartenere a una varietà di legname duro oppure a una varietà di legname morbido.

Ma non è un controsenso un legno resistente che è al contempo morbido?

In realtà, duro e morbido sono due termini che in falegnameria hanno un significato diverso rispetto a quello tradizionale.

La morbidezza o la durezza di un legno infatti non ha nulla a che fare con la capacità di sostenere il peso: paradossalmente, i legni morbidi sono spesso usati per la struttura di mobili come i cassettoni.

Se un legno è morbido o duro dipende dal rapporto tra gli elementi conduttori e quelli meccanici: i primi hanno cellule poco lignificate e strutture dal diametro ampio, i secondi hanno molte fibre legnose e vasi sottili.

Queste caratteristiche variano da specie a specie e si sviluppano in risposta alle condizioni ambientali dei luoghi in cui crescono: per esempio, le piante tropicali hanno una buona durezza superficiale, mentre le conifere hanno un legno più morbido, perché nelle zone settentrionali e sulle montagne è importante che sia poroso e abbia una buona ritenzione dell’umidità.

legno morbido

La durezza di un legno viene misurata con il cosiddetto test di Janka: quanta forza serve a una piccola sfera d’acciaio per penetrare un legno per almeno la metà del suo volume interno?

In base ai risultati, si associa un numero al legname (a volte chiamato numero di Janka) che è direttamente proporzionale alla sua durezza.

Tra i più duri troviamo alcune piante australiane come l’eucalipto (che non a caso in inglese si chiama ‘ironbark’, corteccia di ferro) e sudamericane: appunto, l’ambiente tropicale e in particolare quello australe crea legnami molto duri. Scendendo di qualche gradino sulla scala di Janka troviamo legni spesso usati da noi per creazioni artigiane: l’ebano, il mogano e la quercia.

legno morbido

La balsa è il legno più morbido che è mai stato misurato, seguito dal pijio e, citando nomi più noti a noi, il pino, il faggio e l’abete.

Cosa ci dice quindi il test di Janka? Ci dà un’indicazione del suo comportamento in caso di urti. Tuttavia, ci sono vari tipi di resistenza (taglio, umidità, flessione, dilatazione, ecc) perciò un legno morbido non è per forza un legno debole o inutilizzabile.

Bisognerà più che altro valutare che tipi di sollecitazioni dovrà sostenere: per esempio il test di Janka è spesso usato per valutare quale legno è più indicato per il parquet per evitare quelli a cui basta poca forza per formare depressioni!

Per contro un legno morbido come il faggio può essere usato per un bellissimo tavolo, tanto quanto un legno più duro come il rovere.

La capacità dell’artigiano del legno sta nel trovare quello più indicato per dare forma e concretezza alle sue idee, realizzando un pezzo unico che troneggerà nella tua casa per anni e anni a venire. Scopri di più contattandoci.

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